I libri sono persone in carne ed ossa che, a partire da un aspetto della propria identità, si danno un titolo e mettono a disposizione dei/delle lettori/trici la propria esperienza di vita;

i libri possono essere “presi in prestito” per un tempo definito (circa mezz’ora) per una chiacchierata, che non sarà nè un’intervista da parte del lettore nè un monologo del libro; sarà in ogni caso diritto del libro evitare di rispondere a domande che ritiene troppo personali o delle quali non ha voglia di parlare, in questo caso starà al/la lettore/trice non insistere;

attraverso questa modalità, diventa possibile avvicinare diverse realtà, differenti dalla propria e da quelle che si hanno attorno e alle quali spesso ci si rapporta soltanto tramite un filtro culturalmente costruito e viziato da stereotipi;

in questo il ruolo del libro è molto importante, perchè con le proprie parole si assume la responsabilità della pratica di educazione interculturale tramite il dialogo interpersonale; e questo accade attraverso il racconto della propria esperienza di vita e non diventando il/la rappresentante di una “categoria”: si tratta infatti di singole persone che aprono il proprio vissuto ad altre persone;

per questa ragione il libro non ha il compito di dare consigli o informazioni, di pubblicizzare se stesso, il proprio lavoro o la propria associazione, ma solo di mettere a disposizione la propria esperienza di vita